Una Vita Per La Musica, I Fratelli Salani

Questo libro racconta le avventure di due fratelli, Renato e Giulio Salani, che hanno ottenuto molto successo nella vita grazie al loro amore per la musica, alla loro perseveranza, al coraggio, al duro lavoro e alla loro fede in Dio.

Ecco alcuni protagonisti del progetto della famiglia Salani. Da sinistra: Alma, Renato, Barbara, Sergio e Giulio Salani.

Le principali fonti utilizzate per scrivere questo libro sono il Diario di Renato Salani, le numerose interviste ai protagonisti del libro stesso e le ricerche effettuate dall’autrice nel corso di quattro anni.

Renato Salani cominciò a scrivere il suo Diario nel 1944, quando arrivò nel campo di concentramento di Fossoli, a pochi chilometri da Carpi (Modena, Italia). Il Diario di Renato – che funge da filo conduttore di questo libro – non è in prosa, ma in poesia: quartine di endecasillabi scritte in una lingua che ricorda l’antico “volgare fiorentino”, la lingua madre della letteratura italiana. Infatti Renato si ispirò alla Divina Commedia di Dante Alighieri.

I versi furono scritti a macchina su rotoli di carta igienica. Oggi sarebbe l’idea bizzarra di qualche artista eccentrico. Per Renato Salani fu invece una scelta obbligata mentre era prigioniero nel campo di concentramento.

Nell’immagine, il rotolo originale del Diario di Renato Salani.

Per più di settant’anni la mia famiglia ha custodito questo spezzone di carta igienica come una reliquia. Oggi, finalmente, questa “reliquia” è portata alla luce e data alle stampe, a beneficio di coloro che vorranno conoscere non soltanto la storia di due uomini speciali, come Renato e Giulio Salani, ma anche un frammento della nostra storia recente.

La storia di Renato e Giulio, infatti, si snoda in parte sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, che il libro ­– con l’ausilio delle testimonianze di alcuni sopravvissuti alle vicende belliche e alle deportazioni – ricostruisce con particolare riguardo alla situazione della Toscana nel drammatico e caotico periodo successivo all’armistizio dell’8 settembre 1943.

La vita di Renato e Giulio, tuttavia, s’intreccia non soltanto con gli anni bui della guerra, ma anche con gli entusiasmi e l’ottimismo del dopoguerra e dei primi anni Cinquanta, quando le canzoni italiane divennero la colonna sonora di un Paese proteso verso il riscatto, il progresso, il benessere. Nel 1953, Renato Salani scrive una canzone per il Festival di Sanremo, prestigiosa vetrina internazionale per la nuova Italia uscita dalla guerra e dalla lotta di liberazione.

Questo è anche il periodo della collaborazione di Giulio con la band di Bill Coleman, esponente di quella musica jazz che apriva nuovi orizzonti di libertà e creatività ai giovani musicisti del nostro Paese.

A Firenze, nel 1950, Giulio ha l’occasione di suonare insieme al famoso trombettista Bill Coleman.

A Firenze, nel 1950, Giulio ha l’occasione di suonare insieme al famoso trombettista Bill Coleman e questa è la sua dedica: “To Salani Giulio, it was great working with you. Sincerely, Bill Coleman.”

È anche il periodo della collaborazione dei fratelli Salani con l’Orchestra Asternovas di Fred Buscaglione (una delle più popolari icone dell’Italia del “boom”) con cui si sono esibiti in Italia ed in Europa.

Fred Buscaglione, Giulio Salani, Fatima Robins, e Gastone Parigi (foto del 1950).

Verranno poi gli anni di lavoro in Venezuela, dove i Salani – con il loro locale Hipocampo, diventato ben presto un punto di riferimento della vita notturna di Caracas – saranno ambasciatori non soltanto del talento musicale italiano, ma anche della nostra capacità imprenditoriale e di integrazione nel tessuto culturale di altri Paesi.

L’orchestra di Renato Salani davanti all’ingresso principale del Nuovo Hipocampo, nel Centro Comercial Chacaito. Da sinistra: Peppino Mescoli alla batteria, Pepe Castro cantante, Aldo Doná cantante, Renato e Giulio Salani, Harry Planchart alla chitarra e Tony Di Roma al basso.

Un altro grande protagonista del libro è la MUSICA. In questa biografia la musica è veramente il filo rosso che collega tutti gli episodi e la musica stessa è declinata in tutte le sue possibili accezioni: la musica come passione e scelta di vita, come mestiere, come divertimento, ma anche come estrema risorsa per superare le prove più difficili, per conservare la voglia di vivere e di combattere nei momenti più cupi (la guerra, la deportazione, la malattia).

Renato alla tastiera e Giulio al sax nell’ Hipocampo Night Club.

Il presentatore Amador Bendayan con i fratelli Salani durante le riprese televisive del programma televisivo Sábado Sensacional, in onda sul canale Venevisión di Caracas.

La vita di un artista è raccontata soprattutto dalle sue performances: perciò questo sito raccoglie alcune registrazioni delle migliori esibizioni musicali dei fratelli Salani, insieme a video e a fotografie che ripercorrono la loro storia artistica e personale. Il libro, però, è un complemento fondamentale, che consentirà di capire meglio e di apprezzare più a fondo l’impegno di due uomini che hanno speso… Una Vita per la Musica.